L’isola dalle ali di farfalla, che ci sia per tutti la possibilità di un altro tuffo.

copertina-L-isola-dalle-ali-di-farfalliTito è stanco, la sua anima reclama un tempo di recupero. La politica si sa è una roba appassionante, ma l’Italia di oggi non è un bel posto. Tito stavolta ha scelto di raggiungere Astypalea, un’isola nel cuore dell’Egeo, terra magica dalle ali di farfalla. Da lontano si ascolta meglio. È da lì che osserva il mondo, leccandosi le ferite. È da qui che riparte, dedicando alla sua povera patria, sfregiata dall’intolleranza, nuove, consapevoli speranze di riscatto. Guarda il mare greco e gli sembra già tanto. Quel mare di eroi che è insieme possibilità, cimitero d’acqua, ponte, spazio d’attraversamento, rotta da navigare per sentirsi di nuovo a casa.

Con Paolo è una vita di riflessioni e confronti. Così diversi, eppure così uguali. A fare la cronaca dei sentimenti e dei sogni mai del tutto spezzati, accarezzando l’idea della fuga, aprendo varchi, lanciando parole pensate oltre il confine.

Tito e Paolo. Narratori di viaggio. E in viaggio. Acrobati di parole, racconti, pensieri che non smettono mai. Tessuti come fili d’oro sulla sdraio in faccia al sole, in cima agli Appennini, arrampicati sui sentieri dei pastori. Le parole sono importanti, quelle restano. Da qui nuovi viaggi, la netta sensazione che non è mai finita. Si può sempre partire. Per tornare ancora e ritrovarsi. A ragionare sull’urgenza di un approdo per superare quel senso di colpa che è insieme sconforto e disincanto, disegnando una geografia spezzata di possibilità che attraversi lo spazio e il tempo per ridistenderlo ancora e ancora, scavando in profondità, coltivando memoria e ricordo, frugando dentro il passato che non smette di parlare al presente. E la fine è un nuovo inizio, in un incedere ondivago e meravigliosamente errante, in cui non smetti di chiederti com’è e perché.

Un carteggio digitale nato e cresciuto sulla necessità vitale di dare significato al mondo attraverso le parole. Che ha il sapore di una corrispondenza d’altri tempi, gocciolante d’umanità, dubbi esistenziali, battute d’arresto, passioni mai sopite, slanci (in)attesi. Come le cartoline di una volta, quando le telefonate erano ancora cosa rara. Una corrispondenza che dalle parole attinge e a quelle torna, insistendo sulla necessità di educare il verbo a stare tra la gente, saccheggiando a piene mani dal mito e dalla storia antica e moderna, invocando gentilezza e coltivando il dovere della resistenza fino al prossimo inverno dello spirito, senza mai sottrarsi all’incanto.

E così vuoi crederci ancora, a quel tuo primo amore. Alla politica come luogo di confronto e spazio di apertura. Possibilità e utopia. A tutti quei mari, da nuotarci dentro e sentirsi al sicuro, mescolati agli altri. Alla libertà che nasce dalla perseveranza. Covando sotto le ceneri, almeno l’idea di un futuro. Praticando indignazione e giusta distanza. Danzando al ritmo delle parole, battiti di farfalla in questo mondo. Assecondando la migrazione dei sogni, da sempre oltraggiata. Desiderando.

Triste quel tempo nel quale è impossibile coltivare la speranza del ritorno.

 

Erika Di Giulio

 

Titolo: L’isola dalle ali di farfalla

Autore: Tito Barbini, Paolo Ciampi

Casa Editrice: Spartaco Edizioni, 2020

Pagine: 175

 

 

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