Le sorelle misericordia, ho visto la Madonna

Non solo le pastorelle, che in effetti suonava meglio, ma pure le tenniste vedono la Madonna. Altro che grotte naturali, greggi condotte ad abbeverarsi in riva al fiume. Australian Open, un bel campo da tennis, cielo terso e azzurrissimo, quello sì, e Serena Williams oltre la rete, che stai pure vincendo, e te ne esci all’improvviso dalla Rod Laver Arena, senza dare spiegazioni, interrompendo una gara in odore di leggenda e ponendo fine alla tua carriera di tennista.

Laura Cammarata è una donna bella, ricca, fortunata, un’atleta vincente e concentrata, che ha lavorato sodo. Ma è anche profondamente religiosa e ha visto la Madonna, così tutto d’un botto, dietro la sua avversaria. Un richiamo, si sa quanto sono virali le apparizioni, il chiaro segnale del cielo che è giunta l’ora di lasciare lo sport, di tornare nella casa di famiglia, dove a non aspettarla affatto resta solo la sorella Cristiana, devota per niente e malata di Sla. A pensarci bene una santa vicino le farebbe proprio comodo. E invece altro che grazia di Dio e perdono, Cristiana è una cinica vera, una donna straordinariamente ironica e si fida, manco troppo, solo di quello che vede e che ancora riesce a sentire. Quest’eccedenza d’amore per lei non è altro che un fatto di paura e di egoismo che ha ridotto la religione a una questione privata che ciascuno s’aggiusta come può, una coperta corta. Quale salvezza. Cristiana, deportata nella malattia e nel lager del dolore, non la vuole la sorella badante, non le vuole sentire tutte quelle storie sui miracolati di Lourdes, sugli appuntamenti al luna park degli storpi. Andasse altrove Laura la vergine, con quelle belle gambe che ha, che spreco. E dà fastidio per quanto è santa, neanche puoi litigarci per bene, vive su un altro pianeta quella, è impazzita per CristoMarco-Ciriello-696x544

Dall’hinterland napoletano a Barcellona, per ricominciare a volersi bene.
Le sorelle misericordia patiscono assieme, ciascuna a suo modo, nell’immobilismo generato dalla malattia e dalla fede che non dona soluzioni. A soffrire, forse, del medesimo disincanto, nella stessa galera. Che il fervore religioso si accoppia volentieri alla rinuncia e all’ossessione, al vizietto mortifero della speranza cattolica. Libertà e diritto alla vita, eutanasia, ragione e sentimento, etica, fede e scienza nelle loro dinamiche sempre inconciliabili, il dibattito è vivo, difficile, femmineo, fragile e impetuoso al contempo. Un racconto di corpi che parlano e vogliono dire, ancora, nonostante tutto. Due anime a scalciare nello stesso petto, dritto e rovescio di uno scambio impegnativo e appassionato, dal ritmo eccellente, che si nutre di una disputa esistenziale affilatissima e ne parla a voce alta, senza timore, nel tutt’uno di afflizioni, liberi pensieri e divergenze lanciate all’inseguimento.

Dove cuore fa rima con resistenza, lucidità mentale, forza interiore, diventa tutta una questione di dignità, a reclamare la disillusione nell’irreversibilità degli eventi, a lottare contro la moda faticosa dei redenti a ogni costo. Che di stare sulla cattiva strada chissà com’è non piace a nessuno, e allora di corsa al gran ballo delle seconde possibilità.

Un ménage a trois in cui il lettore entra di diritto, custode iniziale del segreto di una visione che si fa tormento. Ciriello lo interpella testandone il grado di comprensione, agitandone la coscienza critica, nel girotondo delle focali e delle battute che strizzano i punti di vista e li fanno slittare senza soluzione di continuità. Un racconto lungo dal respiro inesauribile e spezzato in cui il nesso duale si frantuma per poi ricomporsi velocemente a favore dello stimolo dialettico, nella pulizia della sintesi, nella trama duttile, nel mare di provocazioni che resistono alla morte e le sopravvivonoDue donne si passano un dolore e uno stato d’animo e cercano così di affrontarlo. Guai a smettere di far girare i pensieri.
L’epilogo è silente, senza cerimonie. Cristiana avrebbe voluto così.

Erika Di Giulio

Le sorelle misericordia
Autore: Marco Ciriello
Edizioni: Spartaco Editore, 2017
Pagine: 96

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