La leggenda del Malombra

C’è un nuovo eroe in città. Anzi, c’era.

Nel 1848 Messina è sconvolta da tumulti insurrezionali contro il governo borbonico. Gli echi giungono al villaggio di San Sallier sui Nebrodi, dove si combatte un altro tipo di battaglia. Il Partito, come un fiume sotterraneo, avvelena le radici del potere istituzionale, straripando con atti di violenza e soprusi. A opporsi è un demone, uno spirito che s’insinua nel corpo delle vittime rianimandole per punire gli oppressori. I superstiziosi picciotti al comando del vampiresco avvocato Ginestra ne sono terrorizzati. La leggenda si diffonde di bocca in bocca. Lo chiamano Malombra. Il fantasma compare di notte e negli inferi svanisce dopo le sue incursioni, in sella a un cavallo dal muso scheletrico, seguito da un feroce cane di mannara. Gli occhi scintillano al buio. Sono di un tormentato verde cinabro, ricordano forse quelli del principe Leonardo Valentini, appena rientrato da Parigi al compimento degli studi alla Sorbona. Il giovane era stato mandato oltralpe dieci anni prima, quando i genitori scomparvero in circostanze sulle quali nessuno ha saputo fare chiarezza. Il nobile si ricongiunge alla sorella minore Patti, al tutore Savino Melìa, all’eccentrico e geniale cugino Federico. Ritrova inoltre il suo amore fanciullesco, Doriana, ora splendida donna in fiore irresistibilmente sfrontata. E Diavolo, il suo fedele amico a quattro zampe.

Oscuro, beffardo, inquieto, il Malombra è una figura dell’immaginario popolare del Meridione italiano, addestrato all’arte del delitto per giusta causa e antesignano dei supereroi moderni più amati. Giustiziere della notte a intercettare soprusi, cavaliere antico e moderno, che tutti ricomprende sotto il suo cilindro vermiglio. Creatura degli inferi, nel silenzio profondissimo di una caverna, che dal buio procede e al buio ritorna. Occhi di nero carbone. Pallore spettrale. In groppa a un purosangue di Persia. Disperde picciotti e taglialingue. Catena per bloccare, spada francese per ferire.

Sulfureo e violento. A sangue caldo. A tratti dolcissimo e ardente come fuoco. Un battito che risale dal petto alla testa, impossibile da ignorare. La leggenda del Malombra trae le mosse dalla ricca diversità culturale e storica della Sicilia, terra dall’immaginario pulsante, magica e ferita, sfruttata e violentata. Dice del folklore, di torti da vendicare e ingiustizie da combattere. Sacco arriva a meta senza fare il giro e nel frattempo ci infila la storia di una mentalità e di un (mal)costume, che non basterebbe una vita a raccontare. Nell’ibrido ben dosato del vernacolare che irrompe sulla prosa ufficiale, mescola storia ed esoterismo, culto mistico e superstizioni, suggestioni ultracontemporanee e incursioni nei territori del fumetto e del cinema. E apre divertito alla contaminazione e al gioco di scorribande transtestuali, liberato com’è dalle mosse didascaliche del romanzo storico, consegnando al lettore l’immagine di un superuomo dall’appeal imperituro, sostanziato e arricchito dall’immaginario e dalla cultura popolare che lo hanno reso tale, attraversando e resistendo al tempo.

Vincenzo Sacco è nato a Palermo nel 1987, il 28 dicembre, cento anni dopo la prima proiezione pubblica del cinematografo dei fratelli Lumière nel seminterrato di un locale parigino. Ha lavorato alla distribuzione cinematografica di oltre sessanta lungometraggi, sia italiani che internazionali, e di numerosi eventi di successo legati al mondo della celluloide. Oggi è il direttore della divisione distribuzione di Altre Storie e, nella stessa società, partecipa allo sviluppo e alla realizzazione produttiva di film per il grande schermo e la televisione. Dal 2019 è direttore artistico del Sicilia Film Fest. È fondatore del blog pop nerd Librisenzagloria.com dedicato alla trasposizione della letteratura nel cinema e nelle serie tv.

Finalista con il saggio Gli appunti di Pier Paolo Pasolini: dal film da farsi al farsi del film al Premio Adelio Ferrero, Festival della Critica cinematografica, ha pubblicato nel 2012 Pornozeus. Quando il dio padre fulminò la Sicilia (Novantacento), nel 2018 Screens wide shut. Cinema e massoneria (Rogas), nel 2019 Il ragazzo che non voleva morire (Spazio Cultura) e Sigonella files (Bibliotheka).

Erika Di Giulio

Titolo: La leggenda del Malombra

Autore: Vincenzo Sacco

Illustrator: Alessio Furfaro

Casa Editrice: Edizioni Spartaco, 2021

Pagine: 138

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...