Il lungo cammino della donna italiana. Dal 1861 ai giorni nostri

Non si allevano figli liberi sulle ginocchia delle madri schiave.

Ne abbiamo fatta di strada. Puttane, spose, streghe, merce di scambio. Mogli e figlie, mai solo donne. Votate alla moltiplicazione della specie e vendute al miglior offerente. Sempre sotto padrone. Ferite nella volontà, nella capacità decisionale, nella professione. Impegnate a scalfire la magistratura domestica, dimostrando di valere quanto il maschio. Appassionate nell’affermazione lenta, inesorabile e profonda della propria libertà ed esperienza di madri, intellettuali, lavoratrici. In grado di scegliere, amministrare le proprie sostanze, educare i figli. Liberate infine dalla sudditanza e dal consenso dell’uomo, padre e marito. Creatrici di progresso e strumenti di trasmissione pedagogica. Donne chiave della riforma sociale. Libere di abortire, divorziare, andarsene quando è il momento (o quasi). Nessuna concessione, solo riconoscimenti.

Emilia Sarogni ripercorre con generosità le tappe storiche dell’evoluzione e dell’emancipazione femminile in Italia, agganciando alla Storia grande un corollario di battaglie, impegno, coraggio e operosità profusi a piene mani in termini di giustizia, libertà civili e diritto di famiglia. Un cammino lungo e travagliato che ha coinvolto liberi pensatori illuminati e indefessi, i quali hanno dedicato una vita intera alla causa dei diritti delle donne. Tra i precursori dell’emancipazione femminile: Salvatore Morelli, promotore nel Parlamento dell’Ottocento della prima legge sulla parità dei sessi, nonché difensore della capacità giuridica della donna; Anna Maria Mozzoni, condottiera di un’autentica, avveniristica rivoluzione culturale in seno a una riforma del sistema educativo come strumento di liberazione; Anna Kuliscioff, paladina socialista per la tutela del lavoro, della salute e del risveglio intellettuale contro il monopolio del maschio.

Una ricostruzione preziosa, accurata e rigorosa – integrata da un apparato bibliografico degno di nota – che rifugge ogni tentazione di malia femminista e intende consegnare parimenti la memoria, l’impegno e il lavoro incessante di uomini e donne che nel corso di due secoli hanno intuito la necessità vitale di rivendicare la dignità civile, giuridica, sociale e individuale della donna come soggetto autonomo, libero e pensante. Dal periodo regio, con affondi interessanti nell’antica Roma repubblicana, alle contraddizioni sulla condizione giuridica della donna nel codice civile italiano; dal dibattito decennale sul diritto di voto, alla lunga battaglia del deputato Carlo Gallini per l’abolizione dell’autorizzazione maritale in piena fase giolittiana; dagli avanzamenti (ancora insufficienti) nella legislazione fascista, al suffragio universale del periodo repubblicano fino all’eguaglianza tra coniugi e alla parificazione completa tra figli illegittimi e naturali, con il nuovo diritto di famiglia. E poi ancora il libero accesso a tutte le cariche e i pubblici uffici, lo stupro punito come delitto contro la persona, il divorzio breve, le unioni civili. La fine del patriarcato. E il nuovo millennio che esplode con la violenza impressionante dei femminicidi e la questione della violenza di genere.

Emilia Sarogni compone un’analisi attenta e documentata, nella quale il costume ha spesso superato e anticipato il legislatore, restituendo in profondità la portata storica del fenomeno in tutto il suo valore politico e sociale. Perché ogni vero progresso della donna costituisce un avanzamento della società nel suo insieme. Un libro necessario che riflette sull’importanza di rinnovare e confermare costantemente quei principi di solidarietà, consapevolezza, maturità e libertà come elementi imprescindibili di sviluppo e coesione. La storia di un riscatto e di una lotta dolorosa contro i pregiudizi che attraversano intatti e sempre diversi tutti i tempi e le epoche storiche.

Erika Di Giulio

Titolo: Il lungo cammino della donna italiana

Autore: Emilia Sarogni

Casa Editrice: Edizioni Spartaco, 2019

Pagine: 408

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