Dromomaniacon

Sinossi:cop

In un’epoca ormai lontana, un disastro chimico ed ecologico ha devastato la laguna e fatto crollare Venezia, ricostruita come città-galleggiante. Al contempo le montagne, segnate da un clima estremo e soggette a costanti mutamenti morfologici, sono diventate il rifugio naturale per i dromos, una popolazione seminomade che si oppone alle terapie del SOP (Sistema Ospedaliero Preventivo), imposte dal governatore del dipartimento europeo Alpe Adria. Il suo sistema di potere vive una fase decisiva: Rivendall, la capitale da lui fondata, è dilaniata dagli intrighi e dai complotti per la sua successione mentre le montagne e le paludi costiere, rimaste fuori controllo governativo, rappresentano una costante minaccia da estirpare in via definitiva. Tra i ribelli serpeggia paura e diffidenza, ma anche la consapevolezza di non potersi sottrarre allo scontro frontale tra libertà e oppressione.

Bresolin torna forte ai suoi temi più cari. Dice dell’anarchia – intesa come reazione vitalistica alle incertezze del futuro e alle speranze frustrate della società industriale – e della necessità di una militanza che si traduca in una reale e frenetica corsa alla libertà. Strizza l’occhio alla saga, stratificando il testo e arricchendolo di ulteriori spunti, nonché dinamizzando l’intreccio narrativo che si fa teatro distopico e fantascientifico non solo dei classici tòpoi cyberpunk ascrivibili al genere – interfacce virtuali, innesti neurali, mondi paralleli, manipolazioni genetiche, meccanismi elettronici di controllo – ma anche di un reticolo umido e lagunare dilatato sulla complessità delle vicende (sociali), delle strutture (biopolitiche) e dei personaggi mossi sulla scacchiera dal narratore demiurgo. Nell’atipica location che dal nord est della penisola e dall’inizio della Slovenia arriva fino a Lubjiana, è sorto, dopo una guerra civile, il Dipartimento Europeo Alpe Adria. E se la zona di Mutonia può dirsi ancora controllata dai ribelli, è la Società Psichiatrica che detiene il governo centrale, come Partito Unico al potere.

Tra dominio e ribellione, automi e dissidenti, Venezia è un gigantesco pallone galleggiante e le Dolomiti si sgretolano. Bresolin, al solito, la fa grossa e le mezze misure manco per niente. Biopol, Società Psichiatrica, Extensa, SOP., Governo centrale e multinazionali ingolosite. L’anestesia è capillare e invasiva, gli scarti intercettati e soffocati. Il potere è tanta roba, ma l’antagonista non è da meno: Mutoidi, Dromo, Rom. Una diaspora non addomesticata di individui mai arresi. Lassù sulle montagne o dove meno te lo aspetti. A lottare contro il sogno abusivo e totalitario di curare la follia della ribellione, indocili alle dinamiche del potere e al dominio di classe.

E nell’ambito della militanza ideologica, la resistenza è uno stato d’animo elastico, una necessità vitale, il milieu da attraversare per liberarsi, trasformandosi in esso, contro ogni pratica tossica di abuso e di controllo tecnologico e psichiatrico della popolazione e delle coscienze. Contro l’obbligo delle terapie preventive e lo svuotamento di senso dell’autonomia. Contro le speculazioni sulla diversità.

L’obiettivo è quello di ridurre e ammansire gli individui nel grigio distretto territoriale dell’omologazione e di una tranquillizzante lobotomia. Razza guasta, invasi, vampirizzati e infine spenti in un’insana, apparente, dolciastra serenità. Manipolati nei loro meccanismi di reazione, dipendenti da dosi di adrenol che nutre stimoli e veglia. Cittadini igienizzati, recuperati al modello del sistema imperante e carcerario, penetrati dal nervo molecolare che ti mappa il cervello.

Dal fascino dicotomico (mondo di sopra e mondo di sotto), Dromomaniacon è un’avventura liquida, rocciosa, umida, insalubre. Descrive una terra intossicata dai miasmi delle sperimentazioni selvagge con la scusa del principio di Solidarietà, di Audacia e di Appartenenza e ospita laboratori sotterranei nel ventre delle montagne in cui il caso clinico diventa opportunità. Tematizza la psichiatrizzazione dello scontro sociale, mettendo in scena una gigantesca e sottile psicomachia, battaglia neuronale che punta a colpire l’immaginario per capovolgerlo, in una catarsi collettiva che si fa esplosione dilagante di reale, sano e ribelle contagio.

Bresolin ragiona infine sull’importanza di conservare e proteggere la vertigine della diversità, ultimo baluardo d’acciaio di una resistenza attiva a fronte di una normalità impossibile. Con l’obiettivo di aprire varchi di opposizione e prospettive sempre nuovi.

E per sottrarsi alla morte, all’omologazione e all’immobilismo esistenziale, non resta altro che avventurarsi sui sentieri infuocati del nomadismo più spinto, farsi dromo, per urgenza. E per amore.

 

Erika Di Giulio

 

Titolo: Dromomaniacon

Autore: Alessandro Bresolin

Casa Editrice: Level 82 Publishing, 2019

Pagine: 320

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...