Il lanciatore di donne e altri racconti. Nove storie da sentire e nove canzoni da leggere.

copertina JRomano.aiAlla fine il posto fisso non ce l’hai e chissà se tuo padre si è mai rassegnato.

Hai vissuto senza accontentare gli altri. Hai scelto, amato, sofferto. Nel pugno la tua voce e tutte le chitarre. Con quelle mai un momento di imbarazzo, una battuta d’arresto, una serranda abbassata. I luoghi e il tempo in cui sei nato erano così dolci, facevano rumore, sapevano di liquirizia, quella dei pescetti. L’heavy metal ensemble dei mannesi di mestiere, il bollore dei fagioli misto al caffè nel retrobottega della merceria di mamma, il grido di una campanella e quel fracasso universale della provincia napoletana. E su tutti la musica, Piero Ciampi, Lucio Dalla e Jeff Beck.

Jennà Romano paura non ne ha. Raccoglie le note stonate, mette insieme coraggio e non detto e li passa al filtro magico di una musica senza tempo. Leader dei Letti Sfatti, musicista e compositore, è qui un uomo che si guarda indietro e poi dritto giù in fondo, senza ombra di retorica e in odore di poesia e verità.

Un memoir che borbotta dal basso, danzando su una partitura sonora che lo fende e lo fa immortale, insieme ai volti di tutti quelli che hai incontrato, gente semplice, andata via in silenzio, che se era incazzata te ne accorgevi subito e se era felice pure, che una volta le persone a guardarle ci si mettevano occhi e cuore per davvero. Ciro Gionni con la G, avrebbe voluto un cavallo invece della sedia a rotelle. Ciro che non era scemo per niente e nei suoi sogni avrebbe fatto il lanciatore di donne al circo. E Palmiro che ormai non ci crede più. E papà Nick, una strada ancora tutta da percorrere.

Un nudo d’artista in nove racconti dal fascino crepuscolare e dalla prosa a tratti soave. “Brandelli di vita tagliata”, che rivelano un’intima fragilità d’uomo, nel tentativo ulteriore di darsi voce, che troppo spesso le parole gli sono morte in gola. Una recherche elettrica e delicata, in barba agli scherzi della memoria, che si scioglie nei sentori di un calice di vino, gorgoglia al bianco latteo di un barattolo di acquaragia e brilla di zollette di stelle, cristallizzate in un suono e in un’immagine che ferma il tempo e ti fa sanguinare. Che ci vuole talento e pure un po’ di fortuna per andare avanti.

“Il lanciatore di donne” è la ballata nostalgica delle passioni perdute e di quel desiderio di scomparire senza fare rumore, che è stato un po’ di tutti, almeno una volta. Tintinna di amori che non sanno stare al mondo, vita vissuta, errori, affanni. Nel trionfo malinconico di scampoli e bottoni che invadono il tuo spazio di bambino, pensi oggi a tutte le cose che non torneranno e ti perdi nel ritmo ipnotico e battente di una vecchia Singer a pedali, contrappunto colorato delle parole. Ritrovi l’andamento lento di quei pomeriggi da bambino che sanno sempre d’estate, il fallimento dei grandi che ora sei anche tu, e tutti quei sogni naufragati a pochi metri da casa. L’inganno tossico di una grappa al veleno e il prezzo dell’onestà. Il rancore che ha ghiacciato per sempre la speranza, le partite perse.

Nel tutt’uno di testo e musica che cresce e risuona nella rincorsa sinestetica e disincantata di nuove meraviglie e consapevolezze, Romano esplode una riflessione sulla necessità vitale di mostrarsi fragili e sulla mancanza, di sé e degli altri, andati via troppo presto e di tutto ciò che poteva esserci e non c’è stato.

Testa dritta e cuore aperto a sfidare le ruberie della vita e quella maledetta abitudine a veder morire che ha soffocato le parole e le ha messe in musica per semplice, puro, sorprendente spirito di sopravvivenza.

Un libro prezioso sul coraggio di indagare le zone d’ombra, di fare la conta dei rimpianti mentre non ti riconosci più, “Il lanciatore di donne” è la percussione seducente e malandrina di tutte le cose che fanno male, il riff distorto delle occasioni smarrite, che lo so la vita è così se ci penso so convincermi che mi resta solo andare non si può più ritornare.

A tutti quelli che non hanno un ombrello per ripararsi quando serve, ai morti vivi troppo presto, quando mai guariti, agli uomini in panne che vivono per quello che sono, vivi e vinti per sé, che altro non gli si può chiedere. A tutti coloro che non hanno mai smesso di battere il tempo.

Erika di Giulio

 

Con album dei Letti Sfatti da ascoltare e scaricare con QR Code e una nota di Peppe Lanzetta.

Titolo: Il lanciatore di donne e altri racconti

Autore: Jennà Romano

Casa Editrice: Edizioni Spartaco, 2019

Pagine: 101

 

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