Guardo e imparo. Sull’importanza dei libri illustrati

fairy-tale-1077863_960_720Sullo scaffale di un pre-lettore, prendono vita mondi magici con personaggi fantastici, fiabesche terre lontane, creature sottomarine o dinosauri preistorici. Libri che differiscono per genere, caratteristiche principali, grado di realismo, uso del linguaggio fattuale. Per i più piccoli il libro illustrato rappresenta da sempre un’importante fonte di nuovi linguaggi e concetti, nonché un valido strumento di supporto per l’apprendimento e il trasferimento delle informazioni nel mondo reale. La natura stessa delle interazioni genitore-figlio durante la lettura di libri condivisi può influenzare non solo le dinamiche analogiche del ragionamento, ma anche lo sviluppo dell’universo simbolico e fantastico dei bambini, orientando la loro capacità di estrapolare informazioni determinanti dai contenuti dei libri illustrati.

Un obiettivo su tutti, fra le numerose interazioni educative di condivisione della cultura, è quello di accompagnare i bambini nello sviluppo di conoscenze generalizzabili, apprese e trasferite dai libri alla quotidianità. E, se per apprendimento ci si riferisce alla capacità del bambino di riconoscere o recitare le informazioni presentate in un libro, per trasferimento, si intende un’abilità che supera l’apprendimento: la capacità cioè di applicare le informazioni appena acquisite a nuovi contesti. È stato dimostrato come le caratteristiche stesse dei libri illustrati – che contengono immagini e testo – possano influenzare l’apprendimento e il trasferimento delle informazioni da parte dei fruitori più piccoli. Entra in gioco la funzionalità del libro.

Ma come imparano i bambini dai libri illustrati? I fattori che entrano in gioco attengono ad aree di sviluppo differenti, sebbene fortemente legate tra di loro.

Sviluppo simbolico

I bambini leggendo, affrontano la sfida dell’intuizione simbolica; devono cioè pensare al libro come entità in sé e come fonte simbolica di informazioni sul mondo. Ad esempio, quando leggono un libro informativo su nuovi animali come le cavie sudamericane, devono rendersi conto che stanno leggendo un libro con pagine che possono essere capovolte e immagini che raccontano una storia di cavie bidimensionali. Devono anche riconoscere che le cavie nella pagina sono destinate a rappresentare animali del mondo reale che hanno stesso nome e caratteristiche. Comprendere che un’immagine in un libro è un oggetto che rappresenta un’altra entità è un compito simbolico. Questo potrebbe non essere un compito semplice: le immagini nei libri sono spesso “impoverite” rispetto alle informazioni presentate nella vita reale, perché forniscono solo una prospettiva visiva, mancano di segnali di profondità e di movimento, e il cambiamento delle ombre e possono essere a bassa risoluzione. Pertanto, tipologie tattili, ritratti non realistici come immagini da cartone animato, ambientazioni fantastiche e raffigurazioni di animali con caratteristiche umane possono rivelarsi particolarmente impegnative.

Ragionamento analogico

Per un trasferimento efficace di informazioni e concetti complessi, i bambini potrebbero però aver bisogno di qualcosa in più rispetto al primo grado della comprensione simbolica. Per trasferire informazioni di base come il nome di un nuovo animale da un libro illustrato, essi devono attivare una rappresentazione dell’animale del libro e ricordare dettagli sul suo aspetto, per poi applicare correttamente l’etichetta all’animale del mondo reale. Per trasferire concetti più complessi, come la capacità degli animali (in generale) di usare il camuffamento del colore per nascondersi dai predatori, i bambini devono anche saper riconoscere le caratteristiche astratte dell’esempio rappresentato e applicarle a nuove istanze. Il trasferimento di informazioni concettuali da un dominio all’altro – in questo caso, dal libro illustrato al mondo reale – richiede ai bambini di riconoscere la struttura relazionale astratta tra i due domini. Quando hanno esperienza in un dominio, i bambini di 1 o 2 anni possono usare le funzioni più profonde piuttosto che di superficie per risolvere problemi analogici; tuttavia, quando la conoscenza del dominio è limitata, i bambini senza una precedente conoscenza concettuale possono fare affidamento su caratteristiche di livello superficiale che orientano nella ricerca di elementi comuni in casi analogici. Uno dei vantaggi dei libri illustrati come risorsa educativa è proprio quello di offrire ai piccoli utenti l’accesso a contenuti che non sperimenterebbero nella loro vita quotidiana.

Ragionamento su fantasia e realtà

Ma come si determinano le informazioni da trasferire sul piano della realtà? L’antropomorfismo, o la presenza di animali umanizzati, può essere particolarmente confuso quando alcune informazioni sono destinate a generalizzare, mentre altre sono vere solo nel mondo della storia. Ad esempio, se le cavie parlano e indossano abiti, i bambini devono separare questa antropomorfizzazione delle cavie dalle informazioni fattuali; dovrebbero quindi inibire il trasferimento degli attributi non realistici e trasferire selettivamente solo le informazioni fattuali presentate. Si tratta dunque di un apprendimento selettivo, e il processo di separazione della conoscenza del mondo reale da informazioni fittizie o false incontrate in un contesto narrativo, può essere particolarmente difficile nella prima infanzia perché i bambini di età compresa tra 3 e 8 anni hanno appena iniziando a differenziare fantasia e realtà. Pertanto, la capacità dei bambini di separare la fantasia dalla realtà può dipendere sia dal loro riconoscimento che una storia rappresenta qualcosa sia dalla loro capacità di giudicare cos’è quel qualcosa (realtà o finzione). Inoltre, le esperienze e le conoscenze di base dei bambini possono influenzare gli aspetti considerati realistici rispetto a quelli fantastici.

Ricordiamo infine che è fondamentale, su tutti, il ruolo giocato da genitori e insegnanti, i quali, a disposizione con le relative competenze, si fanno strumento privilegiato nel guidare ed esaltare la capacità di astrazione dei bambini, nutrendo d’altra parte con fiducia il loro senso di realtà.

 

Erika Di Giulio

 

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