The King

Film a metà tra la vera storia di Enrico V e l’omonimo dramma di Shakespeare, “The King” di David Michod è un’opera sicuramente coraggiosa e godibile, supportata da un’accurata rappresentazione storica e dalla buona performance di Chalamet, ma che non riesce tuttavia a mantenere fino in fondo le ambiziose promesse iniziali e ad andare oltre i limiti di una sceneggiatura piuttosto piatta e mia realmente convincente. La trama ripercorre le vicende del giovane e turbolento principe Hal che, in seguito alla morte del padre Enrico IV e del fratello Tommaso, dovrà prendere la corona e guidare l’Inghilterra contro i temuti nemici francesi. Da un punto di vista prettamente tecnico il film non delude: il talentuoso regista australiano David Michod e il direttore della fotografia Adam Arkapaw (“Macbeth”), alla seconda collaborazione dopo il successo del loro film d’esordio “Animal Kingdom”, danno vita ad una messa in scena epica, cupa e assai drammatica che raggiunge nel finale con le crude e feroci sequenze di battaglia tra i due eserciti. Il meraviglioso lavoro svolto con i costumi e le accurate scenografie medioevali permettono allo spettatore di entrare ancor di più nello svolgimento del racconto, aiutato anche dalle musiche di uno dei più affermati compositori del cinema mondiale, il giovane Nicholas Brittell, già apprezzato negli ultimi anni in film come “12 anni schiavo”, “Moonlight” e “Vice – L’Uomo nell’ombra”, e dalle ottime prove di Chalamet (“Chiamami col tuo nome”) e Joel Hedgerton (“Warrior”). Ed è un peccato che quest’ultimo, insieme allo stesso Michod, non si sia dimostrato altrettanto credibile nelle vesti di sceneggiatore, limitato forse dalla scarsa esperienza dietro alla macchina da scrivere e dal più che difficile confronto con la complessità del dramma Shakespeariano, e per quanto possa essere apprezzato il coraggio dimostrato nel volersi scostare dall’opera originaria, il risultato finale ci regala dialoghi piuttosto scontati e dimenticabili che non riescono a dare al film l’intensità che vorrebbero. Probabilmente anche per questo “The King”, che rimane comunque una delle produzioni Netflix più interessanti dell’anno, coraggiosa negli intenti è attenta nella realizzazione, ci lascia un pó di amaro in bocca per il gioiello che sarebbe potuto essere e che invece non è stato.

Patrick Maurizio Ferrara.

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