Frida Kahlo e Diego Rivera, genio e sregolatezza

83170011“Ci sono stati due grandi incidenti nella mia vita”, scrisse una volta Frida sul suo taccuino: il terribile incidente che la lasciò “spezzata” e il tempo in cui incontrò Diego che divenne letteralmente l’amore della sua vita. La colomba e l’elefante: la relazione tra Frida Kahlo e Diego Rivera, di venti anni più grande, non fu una tipica storia d’amore. Non ebbe nulla a che vedere con un romanzo patinato, né con l’ordinarietà. Fu tumulto, tempesta e assalto. Litigi disordinati, molteplici relazioni extraconiugali, un divorzio nel 1939 e un nuovo matrimonio l’anno successivo. I due si sono dipinti per 25 anni. Un amore unico, contraddistinto da una passione senza pari, ma anche dalla sofferenza, dal possesso, dalle lacrime. Una cosa sola Frida e Diego, legame fisico e spirituale nutrito dalla stima intellettuale e artistica, che valicò i limiti del corpo e del tempo, per sublimarsi magnificamente in essi. 

Si incontrarono per la prima volta nel 1922, al tempo in cui Frida aderiva al partito comunista messicano e Diego dipingeva il celebre affresco de “La Creación”, presso l’anfiteatro Simón Bolivar di Città del Messico. Fu una rivelazione per la giovane Frida: il fascino dell’avanguardia francese, Modigliani, Picasso, Breton e gli orrori della guerra. 

Ufficialmente introdotti nel 1928 dalla loro comune amica, la fotografa italiana Tina Modotti, Frida divenne ben presto una delle muse predilette da Rivera. Un anno dopo erano già sposati, e Frida che nel frattempo aveva iniziato a eccellere nei suoi famosi autoritratti, si dedicò completamente alla sua arte. Aveva un talento eccezionale, parola di Diego. Nei primi anni Trenta la loro vita fu particolarmente intensa: viaggiarono negli Stati Uniti, dove Diego dipinse un murale presso il Luncheon Club della Borsa del Pacifico e il San Francisco Art Institute e dove Frida subì il suo primo aborto spontaneo nel 1930. Nel frattempo Diego guadagnava sempre più attenzione e i suoi impegni negli Stati Uniti si facevano più intensi. Raggiunse Detroit e poi New York, per l’ambizioso murale al Rockefeller Center, croce e delizia della sua straordinaria vita d’artista. 

Il rapporto della coppia, così aperto e poco convenzionale, sopravvissuto alle insofferenze e alle abituali infedeltà, si interruppe quando Frida scopre la storia d’amore fra Diego e sua sorella Cristina. Fu un colpo insuperabile per lei. Frida dipingerà per elaborare i suoi dolori ed esprimere i suoi sentimenti. E se Diego ha sopportato la storia d’amore di Frida con Trotsky, e concepisce Frida come una giovane artista rivoluzionaria che osserva il mondo, nonché quale madre che lo protegge, detenendo il segreto dello yin e dello yang, per Frida, Diego si trasforma quasi nel figlio che non ha mai avuto. È impossibile immaginare Diego senza Frida, Impossibile immaginare la produzione pittorica di Frida senza il “figlio”, Diego, senza tutto quel passato e tutto quel presente.

Sebbene Frida fosse molto conosciuta nel mondo artistico e culturale (Picasso, Duchamp, Breton l’avevano elogiata), solo pochi fortunati eletti la compresero profondamente. Diego era uno di questi: certo che la sua compagna avesse lavorato a una serie di capolavori senza precedenti nella storia dell’arte, cercò di trascendere quella piccola, potente e preziosa aura per tutta la vita. Mai prima d’ora una donna aveva dipinto su tela la poesia agonizzante di Frida. I suoi dipinti esaltavano le caratteristiche femminili di resistenza, onestà, autenticità, crudeltà e sofferenza.

Frida morì il 13 luglio 1954. Icona del femminismo e del movimento LGBT, nel contesto del tempo, il suo contributo al modernismo fu notevole e la sua arte espresse molto di più che lo spirito di un’epoca.

Erika Di Giulio

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