Professione reporter

storie-giornalista“Le soddisfazioni maggiori le ho ricavate nei vagabondaggi”. Così ha dichiarato Gianni Perrelli, in questo suo libro che è la testimonianza preziosa di un artigiano del mestiere. Un uomo che in tanti anni di carriera ha vissuto e lavorato assecondando quell’irrinunciabile piacere di andare, in quello che definisce una sorta di virus del viaggio alla ricerca costante di nuovi approdi e nuove emozioni. Professione reporter condensa eventi storici e testimonianze dirette, incontri e ed esperienze, e le affida al lettore con la sapiente e naturale confidenza tipica di un professionista del mestiere.

Giornalista e scrittore, intraprende la carriera a Bari nelle redazioni de Il Tempo e La Gazzetta del Mezzogiorno, per poi passare a Roma, da professionista, con l’agenzia di stampa Inter Press Service, dove si dedica a politica, cronaca e spettacoli. Si occupa di ciclismo e calcio per Il Corriere dello Sport, prima di diventare inviato speciale per L’Europeo, sui temi di politica nazionale e cronaca. Nominato corrispondente dagli Stati Uniti negli anni ’80, vince nel 2005 il Premio Val di Sole per il giornalismo di politica estera, e collabora tra gli altri a Il Fatto Quotidiano, Il Venerdì, Il Mattino e ha diretto il settimanale Special.

In Professione reporter affida e confida al lettore i segreti e le tappe fondamentali di un mestiere che è da sempre vocazione. Il terrore che incombe su una Baghdad liberata ma straziata, gli sconvolgenti scenari della guerra in Iraq e le implicazioni della prima guerra preventiva della Storia. La tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles. La morte di Kurt Cobain. E ancora, la Cina dell’isolamento culturale, l’embargo cubano, l’incontro con Hugo Chavez, l’intervista esclusiva a Yasser Arafat, ma anche Zeman e il caso doping. Dalla Guerra del Golfo, all’incontro con Craxi in esilio ad Hammamet. Le riflessioni di Gianni Perrelli, già caporedattore e inviato storico de L’Espresso, sono innanzitutto il referto di un virus del quale ci si ammala da giovani, senza guarire mai: quello dell’inviato speciale nei luoghi caldi del pianeta, espressione massima di un alto, onesto e responsabile raccontare. Abituato a pensare e agire in fretta, Perrelli vive il privilegio di osservare da vicino gli avvenimenti epocali, proprio mentre si verificano. È un viaggio senza sosta alla ricerca della verità e il cui fine ultimo resta quello di informare, dare la notizia, “annusare” tracce in solitaria, al cospetto degli ultimi e dei potenti.

Affrontare pericoli e difficoltà e rimanere freddi; essere disposti a meravigliarsi. Metterci l’entusiasmo di un bambino, a caccia di notizie e curiosità. Saper raccontare: questo dovrebbe fare innanzitutto un buon cronista. Ma com’è cambiato il modo di fare informazione? Cosa distingue il buon giornalismo dal medio giornalismo? Gianni Perrelli, a cuore aperto, in un saggio in cui ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera di giornalista “dentro”, in un racconto denso e a tratti ironico, che si fa veicolo di suggestioni, aneddoti e consigli anche per tutti coloro che oggi, desiderassero approcciare al mestiere. Un piccolo grande libro da leggere.

Erika Di Giulio

 

Titolo: Professione reporter

Autore: Gianni Perrelli

Casa Editrice: Di Renzo Editore, 2019 (seconda edizione)

Pagine: 88

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