Macchine mortali.

L’ultima produzione targata Peter Jackson, oltre a sancire l’esordio alla regia del fidato effettista Christian Revers (“Il signore degli anelli”, “King Kong”), stabilisce il ritorno dopo svariati anni di assenza dalle sale cinematografiche di un film ad alto budget dall’inconfondibile stile “steampunk” e dalle ambientazioni apertamente distopiche. In un lontano futuro post-apocalittico i superstiti della guerra nucleare che ha devastato il pianeta si sono rifugiati in enormi città meccaniche “su ruote” che vagano sulla terra alla disperata ricerca di provviste per la propria sopravvivenza. In questo contesto di desolazione e miseria si intrecciano le storie di Hester e Tom che, venuti a conoscenza dei terribili piani del malvagio Thaddeus Valentine, intraprenderanno una lunga e pericolosa avventura pur di contrastarlo. Nonostante l’ottimo inizio del film tra scene d’inseguimento ad alta intensità ed effetti speciali mozzafiato, l’andamento della storia tende ad appiattirsi e ad annoiare sempre più con il passare dei minuti, palesando tutta l’inesperienza di Revers dietro la macchina da presa e i limiti di una sceneggiatura troppo debole e sconclusionata per riuscire a coinvolgere lo spettatore come vorrebbe. Deludenti le performances dei due protagonisti Robert Sheehan (“Shadowhunters- Città di ossa”, “Misfits”) e Hera Hilmar (“Da Vinci’s Demons”) che, essendo adatti probabilmente più ad un pubblico di teenager che ad uno adulto, risultano poco convincenti e mai realmente credibili per tutta la durata del film. Da sottolineare invece l’ottima interpretazione nei panni dell’antagonista dell’inossidabile Hugo Weaving (“Il signore degli anelli”, “Matrix”), con una prova di grande intensità che dimostra ancora una volta le sue grandi capacità attoriali, e di Leila George D’Onofrio, brava nell’aver saputo dare vita ad un personaggio interessante e avvincente nonostante il poco spazio avuto a disposizione. Come era facilmente ipotizzabile considerata l’esperienza di Revers e un budget da ben 100 milioni di dollari, la qualità degli effetti speciali è eccellente e regala immagini di grande impatto visivo che in qualche modo rendono l’evolversi del film più coinvolgente di quanto non ci possa aspettare. “Macchine mortali” in definitiva, considerate le premesse iniziali, la partecipazione di Peter Jackson e le grandi spese di produzione, è un film piuttosto deludente che palesa tutte le difficoltà di un regista che non è riuscito ad andare oltre alla spettacolarità, comunque indiscutibile, degli effetti visivi e che si è dimostrato troppo inesperto per essere in grado di dare vita ad un opera genuina e di grande intrattenimento.

Patrick Maurizio Ferrara.

Voto: 5,5/10.

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