Novelle criminali

9788868922696_0_500_0_75Un’antologia di racconti al sangue, talvolta impossibili da digerire. Esistenze battute allo scalpello che schizza fuori corpi, carne cruda, muscoli e legamenti. Ridotte a brandelli, dannate sulla via di un’impraticabile ricomposizione. E la mano di Salvatore Amato è quella di un bravo artigiano, non c’è che dire. A confermare un’innegabile verve e una certa abilità nella costruzione della dinamica narrativa e dei personaggi. L’autore se ne sta dietro dietro ai suoi, anime perse, interviene quand’è il caso, e dice “Io”, tendendo le redini fino a spezzarle, che la vena pulp gli pulsa tosta in fronte. E non gli sfugge un attimo: infila sfacciato il coup de théâtre, dosa e rivela al punto giusto, sollecitando quel lettore confidente, preso a schiaffi senza pietà alcuna e per niente assecondato nel segreto desiderio di giustizia e lieto fine, che poi, in effetti, quando mai.

“Novelle criminali” racconta la paranoia della malavita che intercetta il mondo semplice di un marcantonio di ragazzo con l’unica colpa di essere felice e contento del suo lavoro da panettiere cornuto; dice dell’eroina, della disperazione al tempo delle lire e degli abusi santissimi nel nome di Dio e mette in scena una folla di uomini qualunque mai veramente tali, a masturbarsi nervosa sul disvalore costante e feroce delle intenzioni e dei sentimenti, pure quelli al nero, che si risparmia. Gente guasta al giardino dei desideri malati, di quando te ne vai in giro solo per incrociare gli occhi della gente, vittime sacrificali in cerca di riscatto, cacciatori di Pokemon ed empatia, scassinatori di professione, preti pedofili, mangiacuori seriali e moralizzatori in missione contro il peccato, a invocare un provvidenziale repulisti. Una (dis)umanità organizzata che attraversa il tempo, impastata a secco al male di vivere e alla meschinità dell’uomo piccolo piccolo.

Tra rapine allo zoo degne di un’armata brancaleone, manate di cannibalismo gourmet che manco a Masterchef e piccole truffe per salvarsi il culo – che in qualche modo tocca pure campare e riconciliarsi con la sanità di corpo – le storie si consumano livide e in fretta, che i colori se li sono portati via da un pezzo i cattivi della terra. I trafficanti d’uomini e quelli che hanno violentato la natura, trasformandola nel non luogo della monnezza, che hanno colato il petrolio nei fiumi e hanno ridotto il cielo al grido di morte di un gabbiano che squarcia il silenzio. Che forse era meglio finire scannati dal boss che rosicati dai topi o ammazzati per mano dei tutori del disordine.

Nel rimbombo testuale di umori e situazioni e nel vociare dei protagonisti che si fa verso indistinto di passione, Amato confeziona undici racconti legati dal filo tagliente del crimine contro l’umanità e poi contro se stessi, frustrando gli esiti e rovistando tra viscere e malaffare, a indugiare su orifizi, morsi e avanzi d’uomo, che le vie del signore sono belle che finite e la credenza popolare soffia ancora forte insieme a bustarelle, perversioni sessuali, reality show e viaggi della speranza, che fino all’ultimo ci vuoi credere che bacerai terra, pure se non è la tua. Astenersi deboli di stomaco, perbenisti e vegetariani.

Erika Di Giulio

 

Titolo: Novelle criminali 

Autore: Salvatore Amato

Casa Editrice: Edizioni Montag, 2018

Pagine: 94

 


 

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