Il cinema classico hollywoodiano: studio system e star system

La crisi del 1929, con il crollo della borsa di Wall Street diede inizio ad un periodo di grande depressione economica, culturale e sociale, seminando paura, incertezza e povertà. Una soluzione alla crisi venne proposta dal presidente Franklin Delano Roosevel grazie al programma detto New Deal, che prevedeva una ricostruzione del paese attraverso la creazione del lavoro e il rilancio del”economia. Il cinema in questo contesto ebbe una grandissima importanza, come fattore di ripresa ideologica e psicologica, per ricostituire un clima positivista. Per raggiungere questo scopo, bisognava che il cinema fosse accessibile al cinema, quindi assume una connotazione popolare. Per un cinema di questo tipo, capace di raggiungere tutta la popolazione, occorreva un apparato produttivo molto solido, ma anche capace di soddisfare una domanda enorme. In questa prospettiva svolse un ruolo fondamentale lo studio system: il sistema di produzione in cui tutte le fasi del film si svolgono sotto il controllo di una sola casa produttrice. Questo sistema svolge un ruolo dominante in America. All’inizio degli anni 30 le più grandi compagnie, dette majors, erano cinque (Paramount,Metro-Goldwin-Mayer,Fox,Warner,RKO), insieme ad altre compagnie dette minors (Columbia,Universal, e United Artists) formavano la MPPDA (Motion Pictures Producers and Distributors Association), un vero e proprio oligopolio. Sotto questo potere di produzione il cinema si struttura in due grandi assi: verticale,che riguarda il percorso verso il pubblico,dalla produzione alla distribuzione e orizzontale,che riguarda la catena produttiva, dal soggetto al film finito. Nella catena di produzione orizzontale troviamo i vari mestieri del cinema: in cui il regista è solo uno dei lavoratori, a Hollywood è chiamato director, perchè il suo lavoro riguarda solo la direzione degli attori sul set. Sull’asse verticale le MPPDA cominciano ad acquistare sale alla fine degli anni venti. Il cartello della MPPDA invase anche tutti gli altri livelli dello spettacolo cinematografico, cioè la distribuzione e l’esercizio. Con i proprietari delle sale che provavano a resistere, la MPPDA applicava il block-booking: noleggiava dei pacchetti indivisibili di film,in cui un film famoso era legato a molti altri meno riusciti.In tal modo imponeva agli esercenti autonomi di proiettare e pagare anche film che avrebbero rifiutato. Il block-booking serviva a pareggiare i conti tra i film di successo e altri film fallimentari. Un’altra innovazione significativa fu il codice Hays o codice di autocensura. In America erano molte le proteste nei confronti di scene di violenza e di nudo, da parte di associzioni moralistiche. Alle case di produzione venne dunque l’idea di arruolare un avvocato dell’ufficio governativo, William Hays, perchè esercitasse un ruolo di censura preventiva.

Star system

Il divismo è una forma di promozione dell’immagine del soggetto legata al rapporto fra spettacolo e mezzi di comunicazione. Questo processo portava le star di hollywood ad una situazione di dipendenza nei confronti dei media. Mentre l’attore è un professionista in grado di interpretare molti parti, il divo era un prestatore di immagine e corpo, la proprietà delle case produttrici. I divi perdevano la loro identità e diventavano entità di proprietà degli studios. La loro immagine si separava dalla loro personalità e perdevano così la loro identità individuale. I divi erano delle specie di schiavi delle case produttrici.

Il sonoro:

Negli anni ’20 l’esigenza del sonoro non era sentita. Le grandi case produttrici non avevano bisogno e non volevano rischiare ingenti somme di denaro in una macchina sonora che poteva rivelarsi fallimentare. Solo la Warner Bros investì in questo progetto. Il primo film fu Il cantante di Jazz (1927) con Al Johnson.Il film è un modello strutturale di quello che sarebbe stato il racconto classico, che tratta il rapporto tra norma e trasgressione. Il film ebbe grande successo, tutte le case cinematografiche furono costrette ad adottare il sonoro. Con il sonoro ebbe grande impulso la storia raccontata che divenne il principio dominante del film. Nel cinema sonoro i generi diventano il principio dominante: sono i sistemi regolatori per la produzione e per lo spettatore.

I tre principi fondamentali del cinema classico:

1)Leggibilità:chiarezza del contenuto narrativo e stile omogeneo;

2)Gerarchizzazione:distinzione netta tra eroe e antagonisti;

3)Drammatizzazione:il contenuto drammatico motiva le scelte stilistiche (contrasti di luce,di piani,di posizione,di azione;

La narrazione classica è fondata su 3 momenti:

-Ordine;

-Trasgressione;

-Ripristino dell’ordine e della sicurezza (happy ending).

I modelli narrativi erano basati su 4 principi fondamentali:

1)continuità narrativa:l’azione deve procedere in maniera fluida, senza pause o divagazioni. Si ha quindi un primato dell’azione sulle attrazioni. Il principio è quello dell’inquadratura necessaria: il film deve contenere inquadrature necessarie alla narrazione. Il montaggio intellettuale e il sistema extradiegetico sono totalmente aboliti.

2)trasparenza del linguaggio cinematografico: il film è caratterizzato dal montaggio invisibile, regolato da rapporti di sguardo e di movimento. La psicologia è totalmente subordinata all’azione. Lo stile è neutrale:si imitano le condizioni percettive abituali.

3)spazio continuo e prospettico: sono proibiti gli scavalcamenti di campo

4)tempo lineare e perfettamente comprensibile: il tempo scorre solo in avanti ad eccezione del flash back(se un personaggio racconta il passato.

STILE CLASSICO:

-concetto di stile collettivo (stile della casa di produzione);

-primato dell’azione sull’attrazione;

-rapporto inscindibile tra norma e trasgressione.

SPETTATORE

Nel cinema classico lo spettatore ricopre il ruolo di spettatore onnisciente e onnipresente: grazie allo spostamento della cinepresa, lo spettatore vede più del personaggio,Inoltre lo spettatore conosce sempre tutto, a differenza dei personaggi.

SISTEMA DEI GENERI:

Sistemi regolatori che distinguono i generi sono:

Elementi semantici (ambientazioni,personaggi,temi);

Elementi sintattici (modelli narrativi);

Elementi pragmatici (divi, manifesti, recensioni, trailer).

FILM DI GUERRA (valori da difendere):

POLIZIESCO (ambienti urbani);

WESTERN (figure e paesaggi);

STORICO-MITOLOGICO (scenografie);

COMMEDIA (dialoghi brillanti);

MELODRAMMA (conflitti sentimentali);

MUSICAL (scenografie teatrali);

HORROR (effetti speciali);

COMICO (infrazioni linguistiche e tematiche).

RESPONSABILE CREATIVO DEL FILM:REGISTA(anni ’20-’30)

L’autore è riconoscibile attraverso una poetica e uno stile personale. L’autore deve rispettare i canoni della cinematografia hollywoodiana. Le case produttrici imponevano la cosiddetta sceneggiatura di ferro, l’autore era costretto ad adeguarsi alle imposizioni della casa produttrice. Nella sceneggiatura di ferro erano indicati dialoghi,azione  e singole inquadrature,primo piano,campo totale di una stanza,controcampo. Nonostante le restrizioni dello studio system, l’autore poteva imporsi con l’utilizzo di uno stile e una poetica personale.

– la poetica: consiste nell’insieme dei temi,delle storie,dei personaggi cotruiti da un autore.

– Lo stile: la somma delle scelte espressive di ciascun regista.

-I due autori più rappresentativi di questo conflitto ideologico e stilistico sono Orson Welles e Alfred Hitchcock.

Chiara Cianferoni

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