La pigrizia del cuore

copTempesta.cdrParla di donne il primo romanzo di Rossella Tempesta. E di una voce dentro, che non smette mai. Donne in battaglia, desideranti e stanche, giudicabili fino alla morte. Racconta di spazi profondi da percorrere, fisici, montuosi, corporei e poi ancora nascosti, spirituali. Spazi d’acqua e sale, di sole e neve. E luoghi angusti, che ti fanno schiava. Dice di possibilità e coraggio. Di fragilità e forza insieme, della zona grigia e invisibile di solitudine e silenzio. Di ricongiunzioni, violenza, distacchi e necessari attraversamenti.
Stella Di Mare è una bella donna che non (si) dimentica. Una di quelle che deve lavorare il doppio per valere quanto il maschio. Avvocato esperto nelle cause di lavoro, madre separata di una figlia adolescente, e la psicoterapeuta una volta a settimana. Che i grandi sono stati cattivi con lei e dentro c’è ancora una bambina tutta da proteggere, in equilibrio sul filo delle insicurezze. La giustizia, nella sua teatralità, non basta mai e l’amore infedele ha ceduto il banco alla paura. È indispensabile mettersi in ascolto e difendere le motivazioni, che le aule di tribunale non aggiustano un bel niente. Si esce sempre così, sconfitti a metà.

Durante una vacanza sui monti della Majella, Stella conosce la dolce Angelina, vissuta cent’anni prima nel palazzo-castello al centro del paese. Sanno di miele le sue labbra. Le ha prese dal nonno. È bella Angelina e di buona famiglia. Legge i poeti e non può amare. Regina triste, prigioniera di una fortezza che dentro ti ci perdi.

Le storie delle due protagoniste si fondono in un appassionato soliloquio che si fa contatto romantico e incessante nel tempo che non si è arreso. Donne al confino, nella corrente. In attesa di liberare il cuore afflitto oltre l’ostacolo, abbandonandosi al disgelo, gioendo, se possibile, della distensione, così attesa e sofferta.

Stella incontra di nuovo se stessa, esce dal buio e impara ad amarsi senza colpa. Una ritrovata saggezza che si lascia tentare dagli insegnamenti del Sutra del Loto al conseguimento della buddità in questa esistenza. Ne parla con Libero, amico speciale.

E siamo tutte lì, a pensarci in testa quando viene sera, spesso a cercare una scusa per restarcene accucciate. Disarmate, vogliamo capire, ragioniamo troppo. Gracili e reattive. Con l’ironia che le cicatrici non hanno scalfito. Viso a viso, testa nella testa. Indoviniamo sodalizi e maniere. La chiamano resilienza.

Rossella Tempesta al suo esordio in prosa, compone delicata un canto di lode e un inno alla vita da vivi, celebrando empatia e gratitudine. Con tutta l’anima della poetessa, integra e vibrante. Un’esortazione illuminata e mai leziosa dal tratto evocativo ed elegante, dalla scrittura raffinata e consapevole, lirica e discreta.

Che si corra sempre il rischio. Che si torni a dare sostegno. Dalla pigrizia del cuore, in fondo, si può guarire.

Erika Di Giulio

Titolo: La pigrizia del cuore

Autore: Rossella Tempesta

Casa editrice: Edizioni Spartaco, 2017

PP. 139

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