La funzione del babysitting: la babysitter come Educatrice

Il babysitting è un servizio sempre più richiesto a causa dei ritmi frenetici e lavorativi imposti dalla società. Se le coppie non possono permettersi l’appoggio della famiglia, anche solo per qualche ora, si rivolgono alla babysitter perché gestisca i figli in loro assenza. La babysitter corrisponde alla versione italiana della tata o della bambinaia. Il ruolo è lo stesso: occuparsi dei bambini nelle attività e necessità richieste dai genitori e che variano in base all’età.

Nell’opinione comune il babysitting è associato alla semplice funzione di badare ai bambini, senza specifiche competenze educative. Spesso alla babysitter è richiesto solo che “sappia stare” con i bambini, limitandosi al controllo, alle mansioni basilari e a seguire eventuali direttive. Ciò significa assicurare amore e pazienza ed evitare che i bambini combinino guai. Ma se, per esempio, il bambino è capriccioso, la babysitter non può intervenire perché l’educazione spetta alla famiglia. Potrebbe calmarlo o svagarlo, ma si perderebbe l’efficacia formativa.
babysitter2Questa opinione comune snatura il babysitting. “Saper stare” con i bambini implica necessariamente i valori dell’educazione e della formazione. I minori, infatti, devono essere guidati, nel modo più corretto possibile, per preservare e garantire uno sviluppo sano, oltre che appropriato al loro carattere. Tutti coloro che “stanno” con i bambini è importante che assolvano a questo ruolo: la famiglia, gli insegnanti, gli educatori, ma anche le babysitter, perché trascorrono tempo prezioso con loro. Inoltre la babysitter può fornire un sostegno consapevole nelle difficoltà familiari e personali. Tra l’altro la babysitter, in quanto persona esterna alla famiglia, può inquadrare meglio le dinamiche familiari, come opportunità di approccio mirato con i minori.
In questo senso la babysitter gestisce i capricci in modo esaustivo e assicura che ogni attività, anche la più semplice, sia svolta con finalità didattiche. Interviene in contesti difficili, per garantire una formazione adeguata ai bambini, ma anche un aiuto psico-pedagogico alla famiglia, nel rispetto dei figli. Sostiene altresì bambini che presentano disabilità o difficoltà sociali, come gli introversi.
Il ritratto proposto rivela che il babysitting rispecchia le attitudini dell’Educatore. L’Educatore risponde alle esigenze educative e formative dei minori e degli ambienti familiari.babysitter3
Infatti la babysitter come Educatrice sa come inquadrare il rapporto con il contesto. Una semplice babysitter si limita a osservare la famiglia e a seguirne le disposizioni. Mentre l’Educatore supporta l’ambiente familiare: instaura un rapporto sereno e collaborativo con i genitori, inoltre interviene nelle carenze educative a casa. Tali interventi devono essere consapevoli, pacati e predisposti con la famiglia. È importante la volontà da parte dei genitori di ascoltare e valutare i consigli della babysitter-Educatrice. È altrettanto fondamentale che la babysitter-Educatrice non si permetta di agire come vuole, ma predisponga un dialogo costruttivo ed empatico con la famiglia. Alla base del confronto tra famiglia e babysitter devono esserci il rispetto e l’attenzione per i bambini e per la loro crescita.

 

Valentina Gregori

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