Comune di Pontida: retromarcia sui parcheggi rosa riservati a donne incinte eterosessuali e italiane

Anche Pontida, comune lombardo in provincia di Bergamo noto per essere la sede del raduno annuale dei militanti della Lega Nord, si adegua alla direttiva europea in materia di parità di trattamento dei sessi: più precisamente si allinea alla Direttiva 2004/113/CE e da ottobre 2017 saranno previsti, nelle aree interessate, i parcheggi destinati a donne incinte, contrassegnati dalle note strisce rosa.
Il Comune però, si è contraddistinto per l’aggiunta al provvedimento di una serie di clausole: il testo inizialmente riportava infatti come, dall’utilizzo dei suddetti parcheggi siano “esplicitamente escluse dall’ambito dell’applicazione del regolamento comunale, i soggetti non appartenenti a nuclei familiari naturali”, composti quindi dall’unione di un uomo e una donna per fini procreativi, secondo la definizione legislativa. Per “donna” ,si specifica inoltre, si intende “individuo umano di sesso femminile”. Escluse quindi donne con orientamento sessuale diverso da quello eterosessuale: le lesbiche, bisessuali e le donne single sono pregate di parcheggiare altrove, grazie.
famiglieMa c’è di più, in base al regolamento, redatto dall’assessore al Territorio, all’Ambiente ed Ecologia Emil Mazzoleni e chiaramente approvate dalla maggioranza comunale guidata dal sindaco Luigi Carozzi, le donne eterosessuali, appartenenti ad un nucleo familiare naturale in questione dovevano anche essere italiane o appartenenti a Paesi membri dell’Unione Europea. Anche le donne in gravidanza escluse dalla categoria possono parcheggiare altrove.
Per essere ritenute idonee era previsto il rilascio di un tagliando da parte del Comune, non prima però di aver compilato la domanda e la dichiarazione di essere in possesso dei requisiti richiesti, con attestazione di appartenenza ad un nucleo familiare tradizionale.

Curioso che il provvedimento, attuato in partenza per rispettare principi di parità di famiglie1trattamento tra i sessi prescritte dall’Unione Europea, finisca proprio per mettere in campo un regolamento discriminatorio, creando di fatto, come già stato detto efficacemente, madri di serie A e madri di serie B.
Provvedimento che ha sollevato subito denunce e proteste indignate da parte di forze politiche, associazioni delle famiglie arcobaleno e opinione pubblica e il Comune di Pontida pochi giorni dopo l’approvazione avvenuta prima di metà settembre, è tornato sui propri passi, modificando il regolamento e dichiarando che i parcheggi saranno destinati a tutte le mamme e le donne che aspettano un bambino, senza alcuna distinzione.
Al di là delle dichiarazioni istituzionali di circostanza, le ideologie che stanno dietro a questi provvedimenti non arretrano di un millimetro. Le ideologie che, con una mescolanza di populismo, razzismo, segregazione, negazione di spazi e diritti e discriminazione, oggi impediscono a donne straniere e madri non tradizionali di parcheggiare agevolmente in base alla loro condizione di gravidanza escludendole dagli spazi in realtà per loro previsti, richiamano alla mente altre ideologie, che in passato hanno impedito agli ebrei di entrare nei negozi per ariani o che negli Stati Uniti degli anni ’50 hanno costretto persone di colore a sedersi nei posti in fondo agli autobus e ad usare bagni differenti rispetto a quelli utilizzati dai bianchi.

Sara Pezzati

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