Dal profondo del cuore, diario ed esilio di un cardiochirurgo

copertinaCiro Campanella è un chirurgo naturale. Il papà lo avrebbe voluto ingegnere, o architetto. Che a medicina sei sempre lì a mettere toppe e non vedi mai la luce. Ma lui non si spaventa, è un giovane curioso, occhi sempre in movimento, non sta mai fermo. Vuole prendersi questa responsabilità e farlo nel modo giusto. 

Si laurea a Roma e si specializza tra Roma, Feltre e Ferrara, per poi affrontare il training in cardiochirurgia a Cape Town, come assistente di Christiaan Barnard, e quello in chirurgia dei polmoni e dell’esofago a Durban con il professor B.T. Le Roux.  A soli 36 anni diventa primario di chirurgia cardiotoracica alla Royal Infirmary di Edimburgo dove rimane per 25 anni. Dottore con la valigia e medico del cuore di fama internazionale, opera formando generazioni di nuovi chirurghi in tutto il mondo. Osa sfidare i tabù della scienza tradizionale, praticando l’eccellenza e introducendo alcune nuove tecniche in chirurgia cardiaca mini-invasiva, oggi ampiamente diffuse e di comune utilizzo.

Dall’Italia al Sudafrica, dal Sudafrica alla Scozia, dalla Scozia agli Stati Uniti. Poi di nuovo in Scozia, per tornare a Roma, straniero in patria, in un clima di sospetto e diffidenza. Pentito, osteggiato, a capo di un reparto di cardiochirurgia di un ospedale che non vede l’ora di esalare il suo ultimo respiro. Combatte l’ennesima, personalissima battaglia contro la morte. E ne esce sconfitto, strumentalizzato, ma in prima linea, pronto a ripartire. Si scontra con la cecità delle istituzioni e i poteri forti, con l’opportunismo, la vanagloria, e un’avvilente mancanza non solo di professionalità, ma anche di una mentalità aperta al lavoro di squadra, alla preziosa condivisione delle esperienze. Consuetudine così poco generosa e lungimirante, che disonora il merito e uccide la capacità critica, dispensando una formazione modesta, partorendo una massa disgraziata di cervelli in fuga.

Un Sistema Sanitario Nazionale che è tutta una promessa. Avvinto da un conservatorismo letale, e da una pratica malsana tutta difensiva volta alla tutela del medico, che chiede di starsene tranquillo, di non avere tutto sommato molte noie. La burocrazia uccide l’etica, e la medicina smarrisce così il suo obiettivo clinico primario: la cura del paziente. E lo fa ancora e sempre per una questione politica. Che in Italia è tutta una propaganda, una fiammata elettorale, una roba di cognomi, padroncini e ganci giusti. Di compromessi che puoi anche impazzirci. E la protezione te la danno i santi in paradiso, mica la consapevolezza di conoscere il tuo lavoro. Ma cos’è allora la sicurezza? “Questa consapevolezza del conoscere e conoscersi crea una libertà pratica ed emotiva, che ti permette di muoverti nel mondo – attraverso diversi paesi – semplicemente facendo quello che sai fare. Insomma, tutto il contrario del posto sicuro, che ti rende invece prigioniero e ti lega nelle tue aspirazioni di andare altrove”. ciro-campanella-cardiochirurgo

Hai fatto una scelta di vita, sei un individuo focalizzato, orientato al fare. Interconnessione di cuore, cervello, mani. Laddove mancano gli strumenti e il contesto è carente, allora tu crei gli strumenti, tu fai il contesto. È la creatività logistica unita alla perizia, che allontana la paura di sbagliare. Ardore, spregiudicatezza e coraggio si legano all’esercizio, al metodo sempre più affinato, alla padronanza sicura della professione, senza trascurarne l’aspetto relazionale e umano.

Pensare “out of the box” come ha insegnato il maestro, valicando i confini del possibile, lavorando per un miracolo, nello spazio delicatissimo di pochi millimetri, mani a seguire battiti, all’unisono. Reagire elaborando strategie alternative, gestire l’inaspettato, non dormirci la notte, esserci sempre, mai stanco, sacrificando la dimensione privata. Che il chirurgo non timbra il cartellino, non siede alla scrivania. Abita la vita dei suoi pazienti stretti alla sua, in un legame inestimabile di reciproca fiducia. È un combattente, un monaco, un apolide, un guerriero zen che ascolta Puccini in sala operatoria. L’Enea moderno colpito nel profondo dall’amore per un mestiere che nasce per vocazione, liberandosi attraverso una difficile missione salvifica, in cui l’ostacolo deve farsi possibilità e il senso dell’impegno trovare conferma ogni giorno. (Com)passione, pazienza, integrità morale, costanza. Virtù non scritte, da tramandare. Che passa tutto per il cuore, quello è un muscolo portentoso, vi hanno sede intuizione e coraggio.

Un’autobiografia intensa e sincera, compendio maturo d’esperienza e operosità, confessione aperta al colmo della franchezza e dell’onestà intellettuale.  Quel dire di sé a tutto cuore, con la confidenza di chi ha passato una vita in ascolto e in presenza. Campanella oggi collabora con il terzo gruppo sanitario privato-convenzionato GVM in Italia e all’estero e medita di imparare il russo. L’età è soltanto una specie di pregiudizio, e la meritocrazia, da qualche parte, è cosa vera. Lo dice pure lui.

Erika Di Giulio

 

Dal profondo del cuore

Diario ed esilio di un cardiochirurgo

Autore: Ciro Campanella

Casa editrice: Di Renzo Editore, 2017

Collana: I dialoghi

pp. 160

 

 

 

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