Lakota, Cheyenne, Crow, Blackfoot: usi e costumi dei Nativi Americani delle Grandi Pianure ad Arezzo

59225-manifesto_mostraSabato 4 febbraio, al  Munacs – Museo Nazionale del Collezionismo Storico di Arezzo, è stata inaugurata la mostra dedicata agli usi e ai costumi dei Nativi Americani, che per centinaia di anni, prima dell’arrivo dell’uomo bianco, hanno abitato le grandi pianure degli Stati Uniti d’America. La mostra si svolgerà dal 4 febbraio al 25 marzo 2017.

Un esposizione di oggetti legati alla vita quotidiana, costumi, armi e una sezione dedicata alla spiritualità. Tutti provenienti dalla collezione di Sergio Susani, riconosciuto come collezionista a livello mondiale e come il massimo esperto europeo di storia degli Indiani d’America.  Presente all’inaugurazione anche il Dott. Alessandro Martire, presidente dell’Associazione “Wambli Gleska”, quindi rappresentante ufficiale dei Popoli Nativi Americani in Italia e in Europa e delegato in Italia e presso l’Alto Commissariato dei Diritti dell’Uomo di Ginevra della Nazione Lakota -Sioux. A proposito degli stereotipi legati ai Nativi, ancor oggi radicati nell’opinione pubblica, così come nelle giovani generazioni e veicolati anche da una certa cinematografia, il Dott. Martire ha dichiarato: “Effettivamente il cinema hollywoodiano ha contribuito a formare e tramandare stereotipi sui Nativi. Pensiamo a molti dei film-western che avevano per protagonista John Wayne. Ma a partire dagli anni Settanta c’è stato un cambiamento nella narrazione cinematografica: film come Soldato blu e Piccolo grande uomo proprio del 1970, fino al famoso e più recente Balla coi lupi del 1990, hanno raccontato con precisione storica e dialoghi in lingua originale dei Nativi. Rappresentandoli non come selvaggi, ma come popoli da conoscere e rispettare. E ancora adesso bisognerebbe spiegare, a partire dai più giovani, che gli Indiani d’America oggi non ballano vestiti in abiti tradizionali e con la faccia dipinta (se non in particolari occasioni o ricorrenze), ma che sono esattamente come tutti gli altri e come gli altri hanno storia, tradizioni e dignità”.

Una mostra suggestiva, da vivere lasciando all’entrata tutti i pregiudizi, dimenticando quello che credete di sapere su questi popoli fieri. Non pensate a loro come guerrieri spietati in cerca di scalpi (usanza barbara introdotta in realtà dai bianchi) ma come persone, per cui la spiritualità, l’arte, l’ambiente avevano un ruolo centrale nella vita. Una mostra più che mai attuale in un momento in cui è necessario ricordarsi che non esiste invasione e conquista, ma incontro e necessità di integrazione. Che le differenze non sono un pericolo, ma una ricchezza.

Sara Pezzati
Informazioni utili

Munacs
Via Ricasoli 1, Arezzo
Dal mercoledì alla domenica
Orario 10:30-12:30 / 15:00-17:00
Chiuso lunedì e martedì
Ingresso 3 euro – gratuito fino a 12 anni

Contatti
tel +39 3397542697; +39 3397438002
http://www.munacs.it

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