Telegrammi, e Ti vengo a cercare

rm_telegrammi_copertina2-189x300Fagotti di pensieri a colazione, sul davanzale, e poi di notte che si attaccano al soffitto. La fede di un santo. La forza di una montagna. Tutto arde. Un divano e una domenica di Te, che ci hai lasciato la forma. Nostoi bramati di pioggia e fuoco, di nebbia e labbra di papavero. Portami via e con tutte le cose che sai. Non dimenticare. Ritorna la fame. Hai messo via e metti apposto. Ma la porta è aperta che fuori deve sempre entrare. O forse no, fa male. Aghi sottopelle, un pezzetto di Lui ovunque. Manciate di voglie rubate con garbo alla veglia dolorosa della coscienza, mentre il tempo passa e rimpicciolisce. 

Nel trionfo minimalista del frammento, ad asciugare la marea composta delle suggestioni caricate di brevità, minacciate dalla frattura, la poesia è di tutti e per tutti e il telegramma è senza titolo, la parte per l’insieme. Granata calda di pensieri a mezz’aria, distesa nevosa di effigi e memorie, non detto e detto inesorabile e sempre vivo nel corpo florido del testo. Siderale, terrestre, ceruleo, domestico. Saetta veloce e leggera, di tutta sostanza e puntello emotivo a scorrere soave i sentieri nuvolosi dello smarrimento e del distacco, caricati dall’oscillazione liminale. Spazio tempo, cielo terra, buio, luce, sopra sotto, dentro fuori e poi ancora dentro. Versi sul palmo, piccoli e forti da esplodere brandelli elastici mai laceri di vita, carne, anima, in stanze di levità assoluta.

Di corpi accucciati in pizzo in pizzo. Tu che puoi essere tutti e uno solo. Io per forza, e di tavole apparecchiate che si freddano. Odora forte la sinestesia, e svampano i contrari, vicini, a fare l’amore.

Giovane poetessa casertana alla terza pubblicazione, Anna Ruotolo ha ricevuto il dono della gentilezza e della grazia e con esso quello di una sensibilità antica che è luna e stelle e che le stimola un approccio panico, discreto e profondo con la natura e i sensi tutti. Nel candido soliloquio che si fa corrente desiderante e dialogo imprescindibile con il Tu, l’amore che non ritorna è al banco dei pegni, nel tempo d’acqua che non si sa quando né dove, e che poi non ci si trova.

Rosaspina di una passione che stordisce, la volta sospesa dell’assenza non è mai rassegnazione o castigo, ma armamento del cuore, getto al di là della rottura, forbice pulsante di luce purissima, ritagliata a mano. Sulla via lattea della tensione lirica, stemperata dalla nitidezza del segno, la sintesi poetica colma abissi, unisce in congiunzione, vuole dire, chiamare a se, prima che sia troppo tardi, che pure il sole corre via come niente. E la contemplazione è attiva, laddove nel piumaggio delicato, cuce sulla pagina un motivo emblematico che disperde i lamenti e le parole morte in gola, sciolte al glucosio delle illusioni, e fa dell’ermetismo delicato come della decadenza, un’ascesa brillante d’azzurro cielo. 

Erika Di Giulio

Telegrammi
Telegramas
Poesie italiano spagnolo
Autore: Anna Ruotolo
Edizioni: ‘round midnight edizioni, 2016

pp.85

 

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