Il pranzo di Natale – Film partecipato

il pranzo di natale

Prima di tutto il sottotitolo: Film partecipato. Ci piace, perché è una modalità tutta nuova in Italia; nuova l’idea della condivisione attraverso la rete fino a realizzare un film. La regista Antonietta De Lillo dice che è come vedere la realtà filmica attraverso gli occhi dei colleghi: finalmente, un’esperienza che ha il coraggio di oltrepassare i confini narcisisistici e autoreferenziali dell’ autore!

Se ne è parlato molto negli ultimi mesi, in facebook, e su La Repubblica, che è stata una preziosa collaboratrice, ed ora è disponibile in Own Air: un po’ di pazienza per registrarsi, se non lo si è ancora fatto, ed eccolo qui. Un documentario di cinquanta minuti realizzato montando video diversi, anche amatoriali, con l’insostituibile presenza di Piera degli Esposti. Un bel documentario ha bisogno di elementi che unifichino: qui ci sono i dettagli sul viso dell’attrice, i primi piani e la voce, che ci regala alcuni ricordi d’infanzia: tra tutti, il più intenso è il suo legame con la figura paterna (“Mi chiedo perché quando c’era lui non avevo né paura né timidezza e mi sentivo forte come fossi un re”).
E’ ancora lei a sottolineare l’importanza di un’immagine natalizia da portarsi dentro, un’immagine tutta nostra che, anche se poi cambia nel tempo, ci accompagna per sempre. Insieme alla sua rievocazione, quella di tante persone comuni. Vite ritratte in momenti di attesa o durante la festa: bambini che spacchettano regali, adulti in partenza o sul treno. Persino la Stazione Centrale di Milano appare bella a Natale! Location privilegiata, ripresa come luogo di confine tra l’interno e l’esterno, sembra voler suggerire qui, così colorata, così illuminata, e con le singole persone al centro della scena, uno spazio possibile di nuova familiarità
E poi ci sono gli stranieri soli in Italia, gli italiani stranieri per aver perso il lavoro, il rito della festa in comunità, il Natale ancora consumista e quello che ha dovuto ridimensionarsi. La crisi non può non abitare anche queste riprese cinematografiche, che continuano ad alternare passato e presente, individualità e collettività, giovani e anziani, Nord e Sud (persino un Babbo Natale nero che canta Waka Waka a Napoli!), con un legame sapiente tra i vari frammenti di vita che sembra risultare, alla fine della visione, soprattutto emotivo.
“Un piccolo miracolo emotivo” è la definizione che la stessa Antonietta De Lillo dà del suo film, in cui il valore delle storie personali “è quello di conoscere un’emozione e poi trasformarla in qualcosa che va oltre te, in un racconto collettivo, che però è sempre la ricerca di quell’emozione”. E Piera degli Esposti nel commentare Il pranzo di Natale dice che è stata l’esperienza di “una grande generosità, senza volerci dare chissà quale lezione”.
Ma la lezione c’è per chi sa coglierla tra le immagini e le parole: quella di valorizzare al massimo il coraggio e tutte le risorse degli Italiani, se si vuole uscire dignitosamente dalla crisi di oggi.

Margherita Fratantonio

Il pranzo di Natale

Regia: Autori vari

Soggetto: Antonietta De Lillo

Interpreti:con  Piera Degli Esposti

Produzione: Marechiarofilm

Distribuzione: distribuzione digitale Own Air

Durata: 50 minuti

Voto: 3/5

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